Identità Golose: il futuro
ricomincia dal lavoro

Di tutte le ripartenze che per fortuna ci stanno facendo sperare in un ritorno alla piena routine, quella economica e quella quotidiana, delle nostre vite, Identità Golose rappresenta sicuramente un punto fondamentale, almeno nel settore enogastronomico, ma in generale per Milano e non solo. Costretta a continui rimandi l’anno scorso e infine proposta in versione quasi interamente digitale, data l’impossibilità di essere normale (sì, richiama il film del ’70), aveva visto un pubblico di soli addetti ai lavori sfilare nelle sale di via Romagnosi, a ottobre: una bella trovata comunque, che ha permesso incontri, conferenze, lezioni, cene e un po’ di ottimismo, anche se con spazi e numeri molto ridotti e in più con la nuova chiusura un attimo dopo. Adesso questa edizione che torna al Mi.Co., ingresso da via Gattamelata, dal 25 al 27 settembre, in forma piena, con il pubblico che può di nuovo girare per i saloni, curiosare tra gli stand, assaggiare le specialità e degustare i vini, assistere a lezioni e conferenze di chef famosi in arrivo da tutta Italia e da altri Paesi, è una vera meraviglia e ci allarga il cuore. Pronti quindi tutti, più che mai, ad accogliere le proposte elaborate e messe in pratica dal team efficientissimo guidato da Paolo Marchi e Claudio Ceroni. Dell’edizione 2020, però, che è stata comunque epica e coraggiosa dato il momento e le difficoltà, conserva un aspetto importante, il titolo, “Costruire un nuovo futuro”, uno sprone allora come oggi, cui si aggiunge una precisazione riguardo all’argomento principale: “Il lavoro”. Tema fondamentale, perché gli scenari sono cambiati e ancora cambieranno. E’ necessario capire come, e immaginare il modo migliore per affrontare i cambiamenti. Il lavoro è alla base della sopravvivenza dei singoli e della comunità, quindi, coraggio, cerchiamo di capire come tenerci il nostro, o trovarne uno, o garantirne uno alle future generazioni, perché oggi più che mai niente si può dare per scontato e la situazione è notevolmente fluida. Panta rèi, diceva Eraclito, ma in questo caso c’è un senso di precarietà più che di realtà in divenire. Già i numeri sono promettenti: dieci approfondimenti tematici per 70 masterclass e oltre 100 relatori che rappresentano l’Olimpo dell’enogastronomia. Una pioggia di stelle, quelle che illuminano le insegne dei loro ristoranti, verrà portata nelle sale e negli stand da personaggi come Alain Ducasse, Massimo Bottura, Josep Roca, i fratelli Cerea, Mauro Colagreco, Massimiliano Alajmo, Enrico Bartolini, Mauro Uliassi o Niko Romito, tanto per iniziare dai tre stelle italiani e stranieri. E poi Corrado Assenza, Davide Oldani, Philippe Léveillé, Cristina Bowerman, Carlo Cracco, Isabella Potì, Moreno Cedroni, Pino Cuttaia, Ciccio Sultano, Matias Perdomo, Franco Pepe, Riccardo Camanini, Sal De Riso, Joe Bastianich e altri ancora, a parlare di ristorazione e pasticceria, di nuove ricette da realizzare in cucina e di nuove formule per andare avanti. Camminando nei saloni del Mi.Co. si scoprono novità ed eccellenze e si incrociano questi personaggi. E’ sempre un’atmosfera vivacissima e frizzante. E quest’anno, oltre a poter scegliere l’ingresso “breve”, a 50 o 70 euro, si può semplicemente optare per una lezione con i più famosi mixologist, da prenotare: 20 euro, spesso compresa una degustazione. Tra gli altri, Mattia Pastori in coppia con lo chef Franco Aliberti e, direttamente da Londra, Agostino Perrone e Giorgio Bargiani. E, novità dell’anno scorso, ora per la prima volta “in presenza”, ci sarà uno spazio per questo blog… Importante: quest’anno i biglietti si acquistano unicamente online, su identitagolose.it